meditazioni

Eppure stava qua! E’ tempo di lasciare andare ciò che è morto

Veglia di Pasqua

19 aprile 2025

Es 14,15- 15,1   Es 15,1-7a.17-18   Rm 6,3-11   Lc 24,1-12

“Perché cercate tra i morti colui che vive?”.

Forse è la domanda che può risvegliarci dal sonno.

Passiamo infatti gran parte della nostra vita rovistando tra ciò che è morto:

  • Rimestiamo nei nostri fallimenti.
  • Ripensiamo ai nostri errori.
  • Rimuginiamo sulle vie non percorse.

Basta! Lascia ciò che è morto. Abbandona ciò che non è stato, metti da parte ciò che si è ormai usurato. Abbandona il sepolcro dei tuoi sogni, dove hai seppellito le tue speranze.

Il sepolcro è vuoto. Non è un luogo dove fermarsi, ma un punto da cui partire. Il sepolcro vuoto è una domanda, non è la risposta.

Il vuoto lo abbiamo sperimentato, forse lo stiamo sentendo. Il vuoto, la mancanza di senso: a cosa serve? Cosa sto facendo? 

Ma il vuoto ci può intrappolare.

Entriamo nel vuoto del sepolcro e ci facciamo rotolare la pietra addosso.

E rischiamo di vivere tutta la vita lì, in quel vuoto.

Le donne del Vangelo si recano al sepolcro appena possono. È ancora buio. Sono concentrate su ciò che è morto. Hanno preparato e portato i loro aromi. Servono per quello. E sono talmente prese da quel dolore che non riescono a vedere quello che sta avvenendo nella loro vita. La paura ha bloccato il cuore. Continuano a cercare tra i morti.

A volte siamo così intenti a prenderci cura del sepolcro, decoriamo la morte, passiamo il tempo a lamentarci, al punto da non renderci conto che il sepolcro è vuoto. Non è lì che dobbiamo stare.

Anche i discepoli sono talmente presi dalla commemorazione del loro dolore che le parole delle donne sembrano un vaneggiamento: “è impossibile. La mia vita non può cambiare. Per me non ci può essere speranza!”.

Pietro accetta la sfida di entrare nel vuoto. Ci entra dentro. Per ora è solo stupore. Ma quel vuoto mette in moto un cammino interiore. Non rimane lì.

Nel vuoto di questa notte in cui ci troviamo davanti al sepolcro aperto, è risuonata l’abbondanza della Parola. Ecco allora a cosa serve il vuoto: ad ascoltare. Nel sepolcro ci devi entrare: immagino Pietro che mentre entra nello spazio del sepolcro, nel silenzio del vuoto, si sarà ricordato delle Parole del Maestro. 

È forte questa abbondanza di Parola nella notte: Dio non ti molla!

Ti ho creato, ti ho messo alla prova, ti ho salvato dal pericolo, ti ho ridato vita quando ti sentivi abbandonato, ti ho liberato dagli idoli che ti sei costruito. E tu vorresti rimanere chiuso nel sepolcro che ti sei costruito o in cui la vita ti ha messo?

È tempo di ricominciare a vivere, dice il Signore, mettiti in cammino e vienimi a cercare!

2 commenti

  1. buona Pasqua a tutti! Possa il Signore proteggerla a lungo per donarci ancora parole di consolazione e guida! Grazie padre Gaetano

  2. L’Acqua che disseta, che lava, che purifica, che libera dalle scorie, che alleggerisce dai pesi, che rende trasparente l ‘essere per essere raggiunti nella nostra vera essenza. Ieri alla veglia alla Chiesa del Gesù vi era un catecumeno che ha ricevuto Battesimo Comunione Cresima. Ho sentito nel corpo e nel cuore la Forza di quell ‘Acqua! Gesù si é abbassato per farsi battezzare dal Battista, per donarci un’ Acqua diversa, Nuova. É l ‘Acqua dello Spirito Santo, quell ‘Acqua del Suo Costato. Amore pulsante, Dono infinito, invito alla Vita. San Francesco ha tanto amato le spaccature tra le rocce, ne ha fatto i sacri spechi….da quelle spaccature arriva Vita, la Vita donata da Gesù. Acqua acqua acqua, ho sete di Te Gesù. Grazie della Tua sete di me, di noi uomini tutti. Cristina

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