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Tertulliano, Sulla risurrezione dei morti, VIII,3

«Ed ancora, è la carne che viene lavata perché si purifichi l’anima, è la carne che viene unta perché l’anima sia consacrata, è sulla carne che si fa il segno, perché l’anima sia difesa, è la carne che viene adombrata dalla imposizione delle mani, perché poi anche l’anima sia illuminata dallo Spirito, è la carne che si ciba del Corpo e del Sangue di Cristo, perché anche l’anima possa essere nutrita di Dio. Non si può dunque separare nella ricompensa coloro che sono congiunti dalle opere».

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