Cuori che amano solo se stessi Il paradosso dell’amore immacolato

Meditazione sulla liturgia della solennità dell’immacolata concezione della beata vergine Maria

madonna che allatta

Gen 3 e Lc 1,26-38

                      

…salve, radix, salve, porta…

Antifona mariana, XII secolo

 

Ci sono molti modi di amare. Modi che attraversano le diverse epoche della nostra vita e che spesso convivono nel nostro cuore.

C’è chi ama per essere meno solo o per dare un senso alla propria vita. C’è chi intende l’amore come una conquista, una bandierina in più sul proprio tavolo da monopoli, un luogo in cui ritornare quando se ne ha voglia. C’è chi ama la propria immagine, chi ama un ideale irraggiungibile di sé, chi non riesce ad amare perché non sa fare spazio ad un altro nella sua vita. C’è chi ama facendo il servo, nella convinzione che compiacere e adattarsi sia l’unico modo per essere voluto bene.

 

In amore si può anche sbagliare. Si può capire male, ci si può distrarre. Il dramma è quando si comincia a nascondersi. Fin quando le cose funzionano in una relazione, nessuno ha paura della propria nudità: erano nudi e non ne provavano vergogna. Se mi fido di te, non ho timore che tu veda i miei punti deboli. Il problema è quando comincio a nascondermi: quando sbaglio, ma non sono più in grado di prendermi le mie responsabilità. Il problema è quando non voglio più vedere la tua nudità: quando mi giro dall’altra parte davanti alle tue debolezze.

 

L’uomo e la donna si nascondono, perché si vergognano di essere guardati da Dio. Non si fidano più. Cosa fa l’amore vero davanti alle foglie di fico con cui l’altro maldestramente cerca di coprirsi?

È il primo gesto di misericordia di Dio: «Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì», Gen 3,21. Vestire qualcuno vuol dire prendersene cura, donargli dignità: ero nudo e mi avete vestito, diventa una delle opere di misericordia!

Umanamente è impensabile prendersi cura di qualcuno che ci ha tradito, deluso, che ha scelto di andarsene.

Questo è l’amore immacolato, cioè l’amore che è senza la macchia dell’io. L’amore immacolato non è l’amore puro, ma l’amore che si sporca con l’umanità dell’altro. L’amore immacolato non è l’amore asettico, l’amore che non prova sentimenti, l’amore che non si commuove o che non dubita.

Non vorrei mai pensare al cuore immacolato di Maria come ad un cuore insensibile!

Maria non è immacolata perché incapace di provare sentimenti. La purezza di Maria non è quella di una camera sterile!

 

La parola di Dio raggiunge Maria la dov’è, nella sua casa, nelle sue vicende, nella sua storia. E lì, le chiede di amare con un cuore immacolato.

Maria sceglie di amare anche se non si sente pronta, se le cose non sono chiare, se il percorso non è lineare, anche se si tratta di non pensare prima di tutto a se stessa, se occorre cominciare a prendersi cura di qualcun altro, se non si sente capita, se rischia di essere rifiutata, fraintesa, derisa.

Il cuore immacolato è un paradosso, perché è il cuore che si sporca, che non si tira fuori dalle situazioni, è il cuore che si coinvolge.

Attenzione allora a cercare di essere cuori puri, perché finiamo col diventare cuori che amano solo se stessi.

 

 

Leggersi dentro

  • Prova a rileggere il tuo modo di amare.
  • Quand’è che senti che stai amando veramente?