Il piccolo professore si è stancato! Come liberarsi dall’ansia di controllare tutto

Meditazione sul Vangelo

della XIV domenica

del tempo ordinario – Anno A
Mt 11,25-30

“Se lo comprendi, non è Dio”.
Agostino

Per gestire l’ansia cerco di capire. Capire, o forse semplicemente illudermi di capire, mi aiuta a controllare le situazioni.
Forse è per questo che mostriamo sempre di sapere già in anticipo cosa pensa l’altro. Chissà perché pensiamo di avere sempre ragione, raramente ci mettiamo in discussione. Siamo sempre certi che le cose debbano essere andate sicuramente in un certo modo. Ogni volta che c’è spazio per il dubbio e l’incertezza, andiamo in crisi, ci sentiamo smarriti. Pretendere di capire ci dà l’illusione di possedere la vita, di possedere l’altro e, perché no, di possedere anche Dio.

Questa è la presunzione di quelli che Gesù chiama “sapienti e dotti”, quelli per i quali non c’è mai spazio per Dio. Sono i falsi consiglieri che pretendono sempre di spiegare agli altri la volontà di Dio, come se loro la possedessero o come se Dio si lasciasse possedere. Proprio questi sapienti e dotti sono ignoranti perché non arrivano mai a incontrare la gratuità di Dio. Dio si lascia intuire, lascia vedere le tracce del suo passaggio, ne sentiamo la brezza leggera, ma non arriviamo mai a possederlo.
Chi è umile, invece, sa aspettare che sia la vita a donargli il senso delle cose. È il vero sapiente. Colui che ha compreso che non possediamo mai niente. Tutto ci viene donato, il senso viene donato a “colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”. Il senso delle cose ci viene donato, non trovato.

Quando facciamo fatica ad accettare di non capire, pur di controllare la nostra ansia, ci accolliamo spiegazioni preconfezionate, ci affidiamo alle soluzioni a buon mercato o cerchiamo di semplificare la realtà. Mettiamo etichette sugli altri e sulle situazioni per poterle controllare più agevolemente. Crediamo così di essere sapienti e invece ci precludiamo la scoperta della verità. Perciò i falsi sapienti sono violenti, perché pretendono sempre di imporre un nome alle cose.

Le spiegazioni facili e preconfezionate sono un giogo pesante perché a lungo andare ci stancano: dobbiamo difenderle strenuamente anche se vediamo che non funzionano. Diventano un giogo da portare al collo. Diventiamo come buoi che non sono più liberi. Siamo costretti a rigare dritto e a lasciarci condurre dal giogo che ci siamo accollati.

Nella tradizione rabbinica, il giogo era il simbolo della Legge: come il giogo permette al bue di tracciare un solco regolare, così la Legge ci impedisce di uscire dal solco che Dio ha tracciato per noi.
Gesù ribalta questa convinzione e ci propone un giogo leggero. Alla spiegazione, Gesù sostituisce la relazione. Piuttosto che cercare di darci spiegazioni, Gesù ci invita a stare nella relazione con lui. È lì che possiamo cercare il senso della cose, il senso delle parole dell’altro, il senso di un’esperienza, il valore delle persone. È nella relazione con Gesù che scopriamo una direzione da seguire.
Se la nostra vita spirituale è pesante, forse vuol dire che non la stiamo vivendo nella relazione con Gesù, ma nella ricerca esasperata di una spiegazione. A fare i sapienti ci si stanca! Se siamo umili invece viviamo nella leggerezza di chi si sente affidato a un Altro.

 

Leggersi dentro

  • Anche tu cerchi di darti spiegazioni per gestire l’ansia?
  • Sei disposto ad accettare che sia la vita a donarti il senso delle cose?