Non si semina in qualunque momento dell’anno! Qual è la stagione dell’amore?

Meditazione

per la V domenica di Quaresima anno B

18 marzo 2018

Gv 12,20-33

 

Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderar la neve a maggio: d’ogni cosa mi piace che maturi quand’è la sua stagione.

William Shakespeare, Pene d’amor perdute

 

Non si semina in qualunque momento dell’anno. Ci sono dei tempi. La vita della terra, come la nostra, è scandita dal succedersi di tempi opportuni. E viene anche il tempo della semina, il tempo nel quale il seme viene gettato nella terra. Nel freddo della terra, nel silenzio e nella solitudine, il seme comincia il suo viaggio verso una vita nuova.

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Così anche nella nostra vita ci sono tempi in cui siamo chiamati a rimanere da soli, tempi in cui la terra si chiude su di noi e ci lascia nell’oscurità. Sono tempi nei quali possiamo soccombere alla disperazione o attendere, alimentando quel poco di speranza che ci rimane.

Si può rimanere tutta la vita a marcire, senza portare mai frutto. Ci sono semi che si perdono, semi che non arriveranno mai a dare vita. Sono semi che non si schiudono perché non vogliono essere trasformati dal tempo.

Calendario

Così anche tra noi c’è chi non arriva mai ad amare veramente, chi non si lascia trasformare dalla vita, sono quelli che vivono chiusi nel guscio del loro egoismo, sono gli adulti finti che non abbandonano mai il palcoscenico dell’adolescente. Sono gli adulti che non sanno fare spazio ai propri figli.

L’amore adulto invece è quello che si lascia gettare nella terra, quello che sa accogliere il peso della zolla che lo sovrasta, l’amore adulto si lascia andare, si perde, si lascia trasformare. Sa che per dare vita deve diventare irriconoscibile. Nel fiore, il seme non si vede più, ma è dentro di lui. L’amore vero sa scomparire, non rivendica continuamente la sua visibilità. L’amore vero conosce l’irreversibilità, il seme che si è lasciato trasformare non può più tornare indietro. L’amore del seme o è per sempre o non è. Il seme dà la vita e non può più riprendersela.

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Cristo è l’immagine dell’amore adulto, è colui che si perde fino in fondo, senza trattenere più nulla per se stesso. Si dona in modo irreversibile. Come l’olio del vasetto di alabastro spaccato e sprecato, Gesù dà la sua vita gratuitamente senza aspettarsi nulla in cambio.

Sulla nostra strada incontriamo anche coloro che ci aiutano a camminare per arrivare ad amare così. In fondo tutti noi abbiamo il desiderio di amare veramente fino in fondo. Tutti intravvediamo che possiamo vivere pienamente la vita solo se sappiamo perderci per qualcuno.

Nel testo del Vangelo alcuni greci esprimono il loro desiderio di vedere Gesù, vogliono conoscere il vero volto dell’amore, di cui forse hanno sentito parlare e che li ha affascianti, perché hanno intuito che lì c’è la pienezza della vita. È utile a volte cercare mediazioni che ci portino da Gesù, forse da soli non ne siamo capaci. A volte noi stessi siamo chiamati a farci mediatori, ad ascoltare l’anelito di chi cerca Dio.

Forse i greci non a caso chiedono a Filippo, egli infatti è di Betsaida di Galilea, una città di confine, egli sa pertanto cosa voglia dire essere lontano, sa come ci si sente ad essere esclusi. Filippo ha sperimentato lui stesso cosa voglia dire essere trovato, essere raggiunto, quando pensi di essere fuori dai circuiti della vita.

Come per i greci e come per il seme, ci sono tempi nella vita, passi che siamo chiamati a compiere. Anche per Gesù ci sono delle ore che si susseguono, momenti che costruiscono la sua scelta di donare la vita. Poi arriva l’ora suprema, il momento in cui la scelta si compie. Ma non è mai una scelta improvvisa, è una scelta preparata dalla sua continua adesione alla vita. Così anche noi siamo chiamati a vivere ogni momento guardando alla meta verso cui desideriamo camminare.

 

Leggersi dentro

–          Qual è il tuo modo di amare, un modo adulto o adolescenziale?

–          Ritrovi in te il desiderio di vedere Gesù?