meditazioni

Salve, sono la realtà! Traumatici risvegli

Prima domenica di Avvento – anno A

27 novembre 2022

Is 2,1-5   Sal 121   Rm 13,11-14   Mt 24,37-44

«Nessuno sveglia un altro nel letto tanto facilmente
quanto Cristo sveglia i morti nel sepolcro».
Sant’Agostino, Discorso 98,2

Viviamo addormentati

Passiamo gran parte della nostra vita addormentati, non ci aspettiamo più niente, non ci accorgiamo di quello che sta avvenendo dentro di noi, non prestiamo attenzione a quello che sta accedendo intorno a noi.

Viviamo addormentati perché preferiamo non essere disturbati, non vogliamo prenderci la responsabilità di cambiare. Talvolta la realtà ci scuote bruscamente e senza alcuna delicatezza. E allora il risveglio è talmente spiacevole che ci arrabbiamo, apriamo gli occhi e guardiamo il mondo come se fosse la prima volta che lo vediamo.

Adventum

Svegliatevi, ci suggerisce San Paolo, perché il Signore è più vicino ora di quando diventammo credenti, il Signore è ogni giorno più vicino perché ogni minuto che passa si avvicina il momento in cui lo incontreremo. Svegliamoci per evitare che il Signore passi senza che ce ne accorgiamo! A volte infatti le cose che accadono nella nostra vita, ma non siamo pronti ad accoglierle.

Dio è venuto verso (adventum) di noi, altrimenti non saremmo vivi, ci ha amati e continua a farlo: è colui che continuamente ci viene incontro. Noi, d’altra parte, siamo per nostra natura, coloro che accolgono, perché siamo mancanti in quanto creature: ci portiamo dentro quel vuoto costitutivo che fa di noi coloro che accolgono. C’è in noi lo spazio per ricevere Dio.

Il diluvio e l’arca

Se non ci svegliamo e non prestiamo attenzione a quello che sta accadendo dentro di noi e intorno a noi, ci ritroveremo travolti dal diluvio senza esserci accorti che ha cominciato a piovere, senza accorgerci che il tempo stava diventando brutto, sottovalutando le prime gocce. È meglio individuare dov’è l’arca in cui ripararci dal diluvio. Quell’arca è la relazione con Dio, per questo i Padri hanno visto nell’arca una prefigurazione della Chiesa che accoglie e custodisce.

Presi o lasciati

Dobbiamo svegliarci perché non sappiamo mai quello che può avvenire nella nostra vita: possiamo essere presi o lasciati. La vita è segnata dall’incertezza, solo noi possiamo fare la differenza. Ogni momento della vita è quello in cui posso essere preso o lasciato: come mi troverebbe oggi la vita? Se Cristo infatti è venuto nella storia, se Cristo verrà alla fine del mondo, c’è anche una terza venuta, come afferma San Bernardo, che è quella di mezzo: Cristo viene nello spirito nella vita del credente, viene in noi attraverso i sacramenti, viene nell’eucaristia. Ma, appunto, come ci trova Cristo venendo continuamente nella nostra vita?

La via del risveglio

Oggi la liturgia ci consegna una prima via per svegliarci: Isaia ci invita a trasformare le spade e le lance, cioè gli strumenti della guerra, in aratri e falci, cioè in attrezzi che servono per coltivare, per generare vita. Per lo più nella nostra vita maneggiamo quotidianamente spade e lance, riversiamo le nostre energie sui conflitti, cerchiamo di difenderci e di attaccare, ma dove ci porta questa violenza a prescindere?

Ci sono tante forme di violenza: possiamo essere violenti anche con il silenzio, con i giudizi, con l’indifferenza. Isaia non ci chiede di buttare via le spade e le lance, perché in fondo rappresentano quell’energia che ci abita, forse sono persino il segno di una voglia di vivere che però stiamo usando male o per fare il male a noi stessi e agli altri.

Trasformare

Occorre svegliarsi! Prendere consapevolezza delle armi che ho nelle mie mani e decidere di trasformare gli strumenti di morte in risorse di vita: la mia rabbia può diventare energia per affrontare le difficoltà della vita, i miei sentimenti possono diventare occasione di compassione piuttosto che essere fonte di rancore, i miei pensieri possono diventare un modo per elaborare strategie di vita piuttosto che rimanere a rimuginare sulle strategie di vendetta.

Il Signore oggi ci apre una via, ma dobbiamo svegliarci per riuscire a vederla!

Leggersi dentro

  • Se aprissi gli occhi su quello che sta avvenendo dentro di te e nella tua vita fuori di te, cosa vedresti?
  • Quali sono le spade e le lance in tuo possesso che puoi trasformare in strumento di bene?

2 commenti

  1. Posso solo dire di essere profondamente d’accordo. E’ quello che sto vivendo ed agendo, attraversandolo, in questi ultimi mesi. Grazie. Mi consola la Grazia del Signore.

  2. Devo assumermi la respons-abilità di cambiare. Mi viene promessa “l’efficacia” della respons-abilità.
    E non vivere la fede con la logica della favola che assicura la corrispondenza tra desiderio e avvenimento.

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