meditazioni

Guardami! Come gestire il nostro bisogno di attenzione

Trentunesima domenica del T.O. anno A

5 novembre 2023

Ml 1,14- 2,2.8-10   Sal 130   1Ts 2,7-9.13   Mt 23,1-12

«Quando i cattivi chierici
ascoltano quell’asserzione diretta contro di loro,
hanno intenzione di alterarne il senso;
giacché ho saputo che alcuni vogliono dare
tutt’altra interpretazione a questo avvertimento.
Forse che – se fosse loro concesso –
non la cancellerebbero dal Vangelo?»,
Sant’Agostino, Discorso 137,7.7

Io al centro

La parola selfie in inglese è imparentata con selfish che vuol dire ‘egoista’. La cultura dei cellulari ha prodotto questa modalità di fotografarsi senza avere davanti nessuno: ci sono solo io al centro dell’attenzione e mi fotografo per esibire la mia immagine davanti al mondo. Una dinamica molto simile è quella indotta dai social che diventano il palcoscenico in cui mettere in scena noi stessi come moderni don Giovanni che cercano di sedurre la platea.

Sembra una tentazione irresistibile: sentiamo il bisogno di parlare di noi, di trovare un’occasione per essere un po’ al centro della scena, magari anche rendendoci ridicoli, dal momento che non siamo tutti attori professionisti. Immaginiamo ora cosa avviene quando queste modalità di comportamento sono vissute, spesso anche inconsapevolmente, all’interno delle relazioni umane, quelle vere, fatte di parole, di confronto e di persone.

Seduttori e narcisisti

Ascoltando il Vangelo di questa domenica ci accorgiamo che, pur cambiando le modalità, strettamente legate al tempo e alla cultura, le dinamiche sono sempre le stesse: gli scribi e i farisei che vengono descritti da Gesù somigliano molto ai seduttori e ai narcisisti di oggi. In alcuni di noi questa modalità di relazione è più evidente, ma è bene che ciascuno di noi faccia i conti con questo tratto del proprio carattere, altrimenti non riusciamo a comprendere bene l’appello finale di Gesù che ci invita alla conversione.

Il problema sei tu

Gli scribi e i farisei sono presentanti come quelli che dicono, ma non fanno. Sono quelli che nella relazione fanno solo chiacchiere, senza mai concretizzare le loro promesse. Chiedono all’altra persona di cambiare, sebbene per loro stessi questo non sia mai necessario. I narcisisti scaricano sempre sull’altra persona il peso della relazione, attribuendo agli altri la colpa se la relazione non funziona. Impongono fardelli sugli altri, senza mai portarli in prima persona: sono i tu devi messi sulle spalle degli altri, senza mai dare l’esempio.

Al centro dell’attenzione

Gli scribi e i farisei vogliono essere visti, pretendono che i loro comportamenti, i loro vezzi, il loro impegno, non passi inosservato. I narcisisti e i seduttori di oggi si arrabbiano quando l’altra persona distoglie l’attenzione e non la concentra totalmente su di loro. Anche nella relazione di coppia, molti comportamenti violenti nascono purtroppo proprio da questa dinamica.   

Gli scribi e i farisei vogliono ovviamente il primo posto, così narcisisti e seduttori vogliono il primo posto nella relazione: i loro problemi, il loro piacere, le loro esigenze vengono sempre prima. Per l’altro non c’è mai spazio.

Situazioni pericolose

Nella sua conclusione, Gesù ricorda che ci sono dei contesti in cui più facilmente si può scadere in comportamenti seduttivi e narcisisti: i maestri, i padri e le guide. Coloro che sono chiamati a insegnare agli altri, coloro che sono chiamati a far crescere e coloro che sono chiamati a indicare la strada da percorrere sono maggiormente esposti alla tentazione di sedurre e di mettersi al centro dell’attenzione.

Antidoti

Nel contempo, Gesù ci indica anche la via della conversione, gli antidoti alla tentazione della seduzione e del narcisismo ovvero il servizio e l’umiltà. Il servizio ci permette di non considerarci padroni né del compito che ci è stato affidato, né degli altri che ci sono stati donati. Occorre sempre chiedersi se stiamo servendo gli altri (anche nella relazione personale) o se ce ne stiamo servendo!

L’umiltà ci permette di non vederci come non siamo. Il narcisista di solito non ha una grande stima di sé, ma proprio la sua insicurezza lo porta a esagerare i suoi comportamenti, sperando di essere visto e apprezzato. L’umiltà ci permette di abbassarci verso noi stessi, per essere in contatto autentico con quello che siamo.

Solitudine o accoglienza

Il narcisista e il seduttore (aspetti che di solito convivono nella stessa persona) portano alla solitudine: alla fine si ritrovano da soli, perché nessuna persona sana gradisce la loro presenza. Essi infatti fanno sentire l’altro svalutato e sfruttato: alla fine don Giovanni rimane solo.

Al contrario, chi persegue la via dell’umiltà e del servizio, costruisce una vita accogliente, dove gli altri si sentono apprezzati e a proprio agio. Forse possiamo partire proprio da qui, cioè dalla condizione di solitudine o di apertura in cui oggi si trova la nostra vita, per comprendere se siamo più portati verso il narcisismo e la seduzione o più verso l’umiltà e il servizio.

  • Sei capace di fare spazio agli altri nelle relazioni o cerchi sempre di essere al centro dell’attenzione?
  • Come ti sembra che si sentano gli altri quando stanno con te?

12 commenti

  1. Grazie, aderente alla realtà come sempre. Aspetto con interesse ogni settimana a questi “incontri” grazie x il servizio che ci offre. Buon tutto. Eva

  2. Non so padre……! È vero, ho bisogno della scena, non del centro…., ma di esserci…..! So accogliere, e anche mettermi da parte e ascoltare, ma ho voglia e bisogno di dire e di fare soprattutto! Soffro nel vedere superficialità e arroganza, mi provoca inquietudine e stizza!!! Appaio certamente giudicante, facile scambiare per giudizio uno stato di frustrazione e delusione…! La solitudine……, cercata come fuga dall’arroganza e soprattutto dalla falsità….. come cura al mio stato di delusione. Dovrò lavorare meglio e di più. Mi aiuti lei padre Gaetano 🙏grazie

  3. Come mai non ci sono più le altre meditazioni riferite alla stessa tematica? Da qualche tempo non le trovo nella stessa pagina. Mi piaceva continuare a meditare leggendo…spesso mi chiarivano meglio le situazioni 🙏

      1. Buongiorno,
        anche noi di Latina non siamo potuti venire per via del tempo e Le chiediamo anche noi gentilmente una dispensa dell’incontro.
        Grazie

  4. Trovo giusto fare nostra la critica di Gesù a tutto ciò che ci pone al centro ( comandare, essere ammirati, gratificati, etc) i comandamenti di Gesù ( Le beatitudini) ci invitano a servire, non ad essere serviti. Altresì i peggiori esempi Gesù li fa nei confronti degli scribi e farisei, insomma il potere religioso che fa le leggi a proprio favore e schiacciano ed aimé, allontanano gli ultimi.

    1. il fariseo è l’ebreo osservante. Lo scriba l’esperto della Legge. La Legge già c’è, è quella di Dio. Scribi e farisei sono i credenti, i credenti esperti. Alcuni di questi sono anche Rabbi, cioè guide delle comunità. Quindi il discorso è davvero ampio e nessuno può tirarsene fuori,

  5. Carissimo don Gaetano, partecipo insieme ad una mia amica agli incontri della “scuola di preghiera” alla chiesa di San Marco. Oggi però il tempo meteorologico ci ha impedito di venire, noi veniamo da Colleferro e questa mattina diluviava! Le scrivo per chiederle se è possibile per lei inviarci la dispensa sulla “lezione” di oggi, ci è dispiaciuto molto non poter essere presenti! Roberta

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