meditazioni

Domani è un’altra prova: la vita che ci svela

Prima domenica di Quaresima anno C

9 marzo 2025

Dt 26,4-10   Sal 90   Rm 10,8-13   Lc 4,1-13

«E riguardo alla presente vita terrena,
consideratela un deserto in cui dovete camminare,
e resistete con vigilanza alle tentazioni».
Sant’Agostino, Discorso 260/B, 1

La vita ci mette continuamente alla prova. Ci troviamo ripetutamente davanti a situazioni in cui dobbiamo scegliere, ci capita di attraversare l’esperienza della sofferenza e del male, momenti della vita in cui la nostra fiducia in Dio è messa in discussione. Anche quando abbiamo la possibilità di donare noi stessi, il nostro tempo, il nostro amore, la decisione non è semplice, perché a volte ci sembra di perdere qualcosa di noi.

Tutta la vita è dunque una prova, nel senso del verbo peirazo, il verbo della tentazione, che viene usato nel brano del Vangelo della liturgia di questa domenica. Questo verbo, infatti, vuol dire far venir fuori: la vita in se stessa dunque è una prova/tentazione, perché continuamente veniamo fuori per quello che siamo, attraverso le scelte che operiamo.

Nel Vangelo di questa domenica, anche Gesù sceglie chi vuole essere, più precisamente sceglie che tipo di Messia vuole essere. L’episodio delle tentazioni, infatti, viene collocato da Luca tra il battesimo di Gesù e l’inizio del suo ministero a Nazareth. Se il battesimo è il momento in cui Gesù riceve la missione dal Padre, il tempo delle tentazioni è il tempo in cui Gesù si prepara a intraprendere il suo ministero.

In altre parole, Luca ci sta presentando una sorta di discorso programmatico di Gesù: attraverso le sue scelte e attraverso le risposte alla tentazione, Gesù mostra che tipo di Messia vuole essere. Sulla figura del Messia infatti c’erano molte attese, diverse e ambigue. Anche noi siamo spesso circondati da attese diverse su di noi e talvolta è necessario fermarsi per decidere di se stessi e non essere travolti. Gesù infatti è spinto dallo Spirito Santo nel deserto, ha bisogno di prendere le distanze e riconoscere quello che c’è nel suo cuore. Solo così le nostre azioni non saranno casuali e impulsive, ma consapevoli e meditate.

Gesù rimane nel deserto quaranta giorni, un tempo lungo che ricorda i quarant’anni nel deserto del popolo di Israele. Tutte le risposte che Gesù dà al tentatore sono infatti citazioni tratte dal libro del Deuteronomio. Gesù rivive l’esperienza del suo popolo, un tempo prezioso per Israele, perché il deserto non era stato solo un tempo di paure e di tradimenti, ma anche un’esperienza di profonda intimità con Dio. Ma ‘quaranta’ indica nella cultura ebraica anche il tempo di una vita piena, dunque è la vita stessa, che nella sua pienezza, dall’inizio alla fine, ci mette davanti alla domanda su chi vogliamo essere. 

I tre momenti di tentazione descritti da Luca, rappresentano tre atteggiamenti emblematici della nostra relazione con noi stessi, con gli altri e con Dio. La prima tentazione riguarda la fame, quasi a indicare che i momenti di prova non sono delle eccezioni, ma accompagnano l’ordinarietà della nostra vita, proprio come il mangiare. Anche il primo peccato, quello di Adamo, riguardava infatti il mangiare. Mentre però Adamo decide di approfittare, pensando al suo interesse personale e immediato, Gesù sceglie di prendere le distanze.

Non ci sarebbe nulla di male a mangiare dopo un lungo digiuno. Gesù ha il potere di trasformare le pietre in pane. Nessuno lo vedrebbe. Eppure, Gesù decide di aspettare, perché quel potere non gli è dato per il suo interesse, quel potere è per sfamare gli altri. In fondo è anche la tentazione di tutti coloro che vivono il potere, grande o piccolo che sia, per soddisfare i propri interessi e tradiscono la logica del servizio. Gesù rifiuta invece la logica del privilegio, la tentazione di pensare prima di tutto a se stessi.

Anche la seconda tentazione è molto frequente oggi: spesso infatti diciamo di fare il male a fin di bene, ci alleiamo con logiche perverse con il pretesto che serva a operare qualcosa di buono. Eppure, quando scegliamo di allearci con il male, ciò che facciamo alla fine, nonostante le apparenze, non è mai buono e, prima o poi, farà emergere il suo veleno.

Il Nemico propone a Gesù di conquistare l’umanità passando attraverso la sua logica. Una volta conquistato il cuore degli uomini potrà farci quello che vuole. È un inganno sottile e, purtroppo, molto presente nel nostro modo di ragionare. Per quanto sia più difficile e doloroso, Gesù sceglie invece di arrivare all’umanità attraverso la logica della croce, che è la logica dell’umiliazione.

L’ultima delle tre tentazioni mette in gioco il rapporto con Dio, il bisogno di essere rassicurati. Soprattutto quando viviamo il silenzio di Dio, la sua apparente assenza, siamo tentati di metterlo alla prova, ci comportiamo come bimbi capricciosi che pretendono di essere accarezzati. Il Nemico chiede a Gesù di buttarsi dal pinnacolo del Tempio, perché se è vero che Dio lo ama, non lo lascerà cadere. Gesù ci insegna invece a essere figli adulti, che portano nel cuore la certezza di essere amati. Siamo certi che quando sarà opportuno o necessario, Dio ci sarà!

Come nella vita di Gesù, così anche per noi, la tentazione ritorna soprattutto nei momenti in cui siamo più deboli. Quello è il tempo fissato. Per Gesù infatti la tentazione ritornerà nell’orto degli ulivi, mentre è in agonia, e sulla croce, quando tutto sembra perduto. E, non a caso, ritorna nella forma della tentazione dell’auto-salvezza: salvati! Pensa prima a te! Anche in questo caso si tratta di una modalità molto frequente anche nella nostra vita: soprattutto nelle difficoltà, siamo tentati di pensare prima a noi stessi. Gesù ci insegna a rispondere abbandonandoci e mettendoci con fiducia nelle braccia del Padre.

  • Se guardi alle tue scelte, cosa viene fuori di te?
  • Come opera di solito la tentazione nella tua vita?

3 commenti

  1. Le tentazioni sono un’esperienza di prova ed è quello che ha vissuto Gesù nel percorso della sua vita.Il diavolo ci tenta continuamente:prevalere sull’altro,il prestigio,possesso,dominio e quant’altro.Dobbiamo sapere scegliere per non cadere nelle mani del tentatore ,perché la sua grande sconfitta è quella sentirci amati e di saper amare.

    1. Quando lascio dello spazio di ” Manovra” ecco che si insinua il tentatore, e sono i momenti non attivi di preghiera, cioe’ quel sottofondo in cui sto vivendo di rendita, ovvero la mia fragilita’ di umano, esposto alla scelta. Li tenderei a ripetere qualche bias cognitivo gia’ automatizzato. Poi, pero’, con l’esercizio della consapevolezza, cerco di reindirizzare l’azione, usando la testa o il pensiero, che dir si voglia.

  2. Arriverà il momento della Pienezza quando ci si sentirà immersi nella Luce Piena, Lì proprio davanti a Lui, quel Volto che si chiama Amore senza Limiti, Amore che precede, Amore che aspetta sempre, Amore che accoglie e avvolgerà x sempre nella Luce Piena.

    Ma nel Cammino che protende alla Pienezza Eterna quante luci ed ombre. si alternano….le Luci sono gli Spazi in cui si permette al Signore di Esserci nella propria vita, Gli si permette di essere Fedele e Presente Accompagnatore. Gesù chiede sempre di “sedersi” nel senso di “Fidati, al resto penserò Io”. Si, nella prova nelle attese, Gesù non si diverte a vedermi in difficoltà, mi chiede di Fidarmi di Lui, anzi di “scommettere su di Lui”! La prova ed anche le crisi sono occasioni preziose per crescere con Lui, per lasciarsi ogni volta morire per Vivere come Lui. La tentazione più triste è gettare la spugna, svicolare verso soluzioni veloci, ingannevoli, superficiali, temporanee. Ma è proprio sentendosi Figlio amato che il Cammino è un continuo ricominciare, ripartire…come riprendere fiato, tirare un Respiro ogni volta più profondo…quel Respiro di Vita che si prova tra due innamorati, che si guardano, si cercano, si alimentano della Bellezza….nella certezza di essere nelle Buoni Mani, di un Padre che non solo mi chiede di scommettere per Lui ma che scommette Lui su di me….a patto che io Glielo permetta. Due Libertà che si incontrano, Libertà che nessuna tentazione dovrebbe poter disturbare. Le volte che non Ti sento “vado” in quel deserto che è Il Silenzio, Ti cerco, mi rassicura Trovarti, lasciarmi accarezzare da Te il capo, sentirmi da Te rassicurata; poi riprendo il Cammino…Sono tua figlia Signore, mi affido a Te.

    Cristina

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