meditazioni

Non c’è spazio per nessuno! Le ragioni della nostra solitudine

Santissima Trinità – Anno C

15 giugno 2025

Pr 8,22-31   Sal 8   Rm 5,1-5   Gv 16,12-15

«Perciò in questa questione sulla Trinità e la conoscenza di Dio 
dobbiamo principalmente indagare che cosa sia il vero amore, 
o meglio, che cosa sia l’amore, 
perché non c’è amore degno di tal nome che quello vero»,
Sant’Agostino, De Trinitate, VIII,vii,10

Amore e solitudine

Per quanto apparentemente connessi tra noi, la cifra del nostro tempo è la solitudine. Viviamo una solitudine che è soprattutto una questione d’amore. Sì, siamo sempre più soli perché sempre meno disposti ad amare. L’amore infatti è esigente, ci chiede di scomodarci, di uscire da noi. L’amore ci chiede di riconoscere che non siamo i soli, c’è anche un altro con le sue esigenze e le sue domande. L’amore ci chiede di non pensare sempre a partire da noi stessi. 

Ci sentiamo soli o lasciamo gli altri da soli. Siamo convinti di bastare a noi stessi: faccio da me! Ci penso io! Intanto penso a me!

E così la tentazione dell’autosalvezza, di pensare prima di tutto a noi stessi, ha gioco facile nella nostra vita. Non ci può essere relazione o amore vero quando il mio interesse è sempre al centro e diventa il criterio per ogni scelta. L’amore al contrario è una comunione che ci espropria, perché il mio io deve imparare a fare spazio a un tu.

La pazienza dell’amore

L’amore è stato riversato nei nostri cuori (cf Rm 5,5), dice san Paolo, ma forse non ce ne siamo accorti o preferiamo metterlo a tacere. Forse perché l’amore ha a che fare anche con la tribolazione, con la sofferenza, la fatica. Ma è proprio quella fatica, ricorda ancora san Paolo che produce la pazienza (cf Rm 5,3). Sì, perché l’amore non si vede solo nei grandi sacrifici eroici, che non sempre la vita ci concede di fare, ma soprattutto nella pazienza del quotidiano, nella sopportazione del peso dell’ordinario. È questa pazienza ordinaria, questo amore feriale, che ci fa crescere nella virtù, ci fa diventare santi e ci permette di non perdere la speranza, cioè di non smarrire il senso della nostra esistenza, che a volte ci sembra così banale. Se stiamo amando, certamente la vita non ci apparirà inutile.

I tempi dell’amore

In una relazione, in cui ci si vuole veramente bene, non sempre ci si può dire tutto e subito. L’amore chiede rispetto, ci sono dei tempi. Non sempre l’altro ha la capacità di portare il peso di quello che vogliamo condividere. Gesù riconosce che i discepoli hanno bisogno di fare un cammino (Gv 16,12). In questa relazione hanno ancora cose da imparare e da capire, ma hanno bisogno di tempo. La storia deve fare il suo cammino.

La fonte dell’Amore

Celebrare la Trinità, dunque, è contemplare l’amore per essere sempre più immagine dell’Amore. La comunione tra il Padre e il Figlio, cioè l’amore, abita nei nostri cuori. È la fonte della nostra capacità di amore. Non saremmo capaci di amare, se l’Amore non abitasse in noi. Non l’amore in generale, ma quello tra il Padre e il Figlio, un amore concreto, fatto di comunione: tutto quello che è mio è suo (cf Gv 16,15). Un amore nel quale non c’è competizione, rivalsa o invidia. L’amore che è lo Spirito che abita in noi. 

L’amore eccede

È chiaro, dunque, che Dio amore non poteva essere una persona isolata, non poteva essere l’atto puro di Aristotele, perché l’amore sta dentro una relazione. Dio Amore non poteva essere solitudine. Non poteva essere neppure solo la relazione tra il Padre e il Figlio, perché l’amore, se è tale, si dona, è eccedenza, non è reciprocità sterile. L’amore tra il Padre e il Figlio si dona nello Spirito a ogni creatura: ne siamo resi partecipi.

  • Cosa ti impedisce di crescere nell’amore?
  • In che modo cerchi di fare spazio all’amore di Dio nella tua vita?

3 commenti

  1. Non vi è altro Maestro d’Amore al di là di Dio; quanta confusione quanti errori quante sviste quanti inciampi nel confondere l’amore per emozioni, entusiasmi, attrazioni superficiali, egoismi o magari solo non generosità oppure al contrario poco amor proprio…si Signore, da quando ho incontrato Te ho scoperto il Vero Amore che “ingloba” tutta l’esistenza. Non si vive bene in sterilità, in non dono, in non relazione, in non condivisione. La più bella scoperta che mi hai insegnato è stato il senso di Libertà nel prendersi cura dell’altro ed il sentirsi forti della Tua Presenza, che si incarna in ogni sentimento d’amore che pervade l’esistenza. Una scoperta che non lascia spazio a marcie indietro, niente blocchi in me semmai un Amore che mi doni Gesù in modo traboccante e che non si può trattenere. L’Amore è apertura, l’Amore è Vivere in pienezza. Ti ringrazio Gesù per la pazienza che hai avuto con me in questi ultimi lunghi anni, la Tua pazienza che è divenuta negli anni per me perseveranza…come potrei lasciare un Maestro/Amico come Te?!! Grazie ogni giorno Gesù Amico mio.

    Cristina

  2. Non bastiamo a noi stessi, e nel sentire un certo disagio c’e’ il segnale si avverte che e’ proprio cosi. Grazie P. Gaetano che mantieni questo equilibrio santo e che mi continui a sostenere a distanza. Un abbraccio

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