Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore…
Insegnaci, Maria, a riconoscere ciò che siamo.
Aiutaci a far crollare i castelli di carta dentro cui ci siamo chiusi.
Ma aiutaci anche a rialzarci dalle voragini dentro cui ci siamo lasciati cadere.
Tu sei donna umile, non perché spaventata dalla vita, ma perché autentica.
Hai scelto di essere serva non per vergogna o per debolezza.
Tu sei maestra di umiltà perché ci insegni il senso della vita.
Ci fai scoprire che vive veramente solo chi è capace di servire.
Tu sei l’umile serva, perché hai compreso che solo così diventiamo veramente umani.
O Maria, guarisci questo mondo travolto dalla competizione.
Liberaci dal potere malato di chi si illude di essere più grande.
Frena la corsa di chi vuole arrivare sempre prima.
Tu, o Maria, ti sei vista negli occhi di Dio.
Ed è lì che ti sei riconosciuta serva.
Hai compreso che il Signore si era abbassato davanti a te.
Si era chinato su di te per insegnarti a essere umile come Lui.
Grazie, Maria, perché ci hai indicato nell’umiltà la via per diventare come Dio.

Grazie…