di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.
Dov’è, o Maria, il tuo cuore?
È vicino al misero.
È vicino a chi ha l’anima ferita.
È vicino a chi si è perso e non sa ritrovare la strada.
È vicino a chi è stanco di lottare perché tutto sembra inutile.
È vicino a chi non sa più sperare perché vede tutto nero.
È vicino a chi vorrebbe amare di nuovo, ma non sa da dove ricominciare.
È vicino a chi ha smesso di perdonare e si sente nel buio.
Sì, o Maria, il tuo cuore è là, accanto a chi è rimasto fuori,
perché tu hai imparato ad amare da colui che è la Misericordia.
Aiutaci, Maria, a ritrovare il nostro cuore.
Lo abbiamo smarrito mentre cercavamo di curare le nostre ferite.
Lo abbiamo perso mentre giravamo intorno al nostro io.
Lo abbiamo dimenticato, mentre eravamo impegnati ad affinare le nostre critiche.
Lo abbiamo venduto, mentre stavamo elemosinando un po’ d’amore.
Ci è stato portato via, mentre stavamo cecando di ricominciare a vivere.
Tu, o Maria, sei la madre della Misericordia, non del giudizio.
Sei la madre del perdono, non del rancore.
Sei la madre dell’umiltà, non dell’orgoglio.
Sei la madre della tenerezza, non del rigore.
Ti consegniamo, o Maria, i nostri cuori.
Prendili così come sono:
un po’ in frantumi, un po’ sbiaditi, un po’ deformi.
Rimetti tu insieme i pezzi di questi cuori con il filo della grazia.
Dalle tue mani aspettiamo con speranza un cuore nuovo!
