e anche a te una spada trafiggerà l’anima
Maria, anche tu hai conosciuto il dolore.
Il dolore di chi vede il figlio su strade che non aveva pensato per lui.
Il dolore di una madre che sente lo strappo della partenza.
Il dolore di chi vede il figlio cadere sotto il peso della croce che gli è caduta addosso.
Il dolore di una mamma che tocca l’impotenza.
Il dolore davanti a una vita che non c’è più
Tu, o Maria, sei madre del dolore.
Portiamo a te le spade che ci hanno trafitto.
Ti consegniamo la spada di chi ci ha giudicato.
Ti affidiamo la spada della malattia che ci ha visitato.
Ti restituiamo la spada di chi ci ha umiliato.
Ti doniamo la spada che ci ha allontanato dai nostri sogni.
Tu, o Maria, sei però anche madre di speranza.
Tu non sei fuggita davanti alla croce.
Tu non ti sei allontanata davanti alla tomba.
Tu non ti sei spaventata davanti al silenzio.
Tu, o Maria, sei rimasta.
Insegnaci tu come si abita il dolore.
Aiutaci, o Maria, ad abitare il buio della notte.
Aiutaci ad ascoltare la voce della speranza.
Aiutaci a rimanere nella passione.
Aiutaci ad attendere l’alba di Pasqua.
Aiutaci a sentire il soffio dello Spirito.
Aiutaci a credere nella parola del Risorto.
