meditazioni

Guarda cosa ho trovato! L’imprevisto che ti cambia la vita

Diciassettesima domenica del T.O. anno A

26 luglio 2026

1Re 3,5.7-12   Sal 118   Rm 8,28-30   Mt 13,44-52

«Il discernimento va fatto assiduamente con vigilanza e diligenza».

Sant’Agostino, Discorso 168,2,2

Amore ed economia

La finanza domina in maniera così pervasiva la nostra vita che spesso arriviamo a confondere i piani: a un certo punto succede che guardiamo anche alle nostre relazioni in termini economici. Viviamo con l’obiettivo inconfessato di portare a termine qualche buon affare, barattiamo l’amore con la nostra dignità, ci vendiamo al primo offerente, inviamo ingiunzioni di pagamento a chi ancora non ci ha ripagato di tutto l’amore che abbiamo versato.

Probabilmente la comunità a cui si rivolge il Vangelo di Matteo viveva dinamiche molto simili, visto che Gesù ha sentito l’esigenza di rivolgersi ai suoi interlocutori usando il linguaggio dell’economia e costruendo immagini che richiamano il mondo degli affari: nei versetti del Vangelo di questa domenica si parla infatti di mercanti, di contadini e di pescatori, e tutti cercano di trarre vantaggio da quello che succede nella loro vita.

Scegliere e rischiare

Tutti a un certo punto abbiamo bisogno di fare delle scelte, dobbiamo decidere che cosa conta nella nostra vita, dobbiamo scegliere su cosa vogliamo scommettere. E ovviamente non possiamo escludere in maniera definitiva il dubbio: ne sarà valsa veramente la pena? Ad alcuni capita quasi per caso di imbattersi in una relazione che sembra rispondere a quello che da sempre avevano desiderato: il contadino di cui parla Gesù è un uomo che sta facendo il suo lavoro quotidiano, è preso nelle sue abitudini, e forse si è anche dimenticato di quello che avrebbe voluto trovare, potrebbe essere addirittura una persona rassegnata, che però continua a svolgere ogni giorno il suo lavoro e a un certo punto della vita trova finalmente qualcosa di importante. Quello è il momento, non facile, della decisione: rimanere nella propria abitudinaria e rassegnata zona di conforto o rischiare?

Ci sono però anche coloro che, come mercanti, passano tutta la vita a cercare una risposta alla loro inquietudine. E a volte capita di sfiorare ciò che sembra colmare ogni attesa. Ma anche lì siamo riportati davanti all’esigenza di prendere una decisione. E non si può evitare la sottile tentazione che forse, se avessi cercato ancora, avrei potuto trovare una perla ancora più preziosa. È proprio questo dubbio che molte volte avvelena l’anima e impedisce di spendersi in maniera piena.

La paura di rischiare ci lascia spesso a mani vuote!

Cercare dentro

Possiamo pensare a questo campo e a questo mare anche come la nostra interiorità, dove il vero bene si nasconde, ma può essere trovato. Abbiamo bisogno di scavare dentro di noi per trovare la presenza di Dio, la sua immagine impressa dentro di noi che con il passare del tempo potrebbe perdere vivacità ed evidenza. Le zolle di terra seppelliscono non di rado questa presenza. È il peso della sofferenza, la polvere della delusione, forse persino il letame che ci hanno gettato addosso.

Questo bene che è sepolto dentro di noi può essere però sempre ritrovato. E quando lo abbiamo riconosciuto, occorre andare a vendere tutto quello che non ci serve più. È un modo per dire a noi stessi il valore di quello che abbiamo trovato. Se non si ha il coraggio di vendere, vuol dire che non crediamo davvero che ciò che abbiamo trovato è prezioso. Per ritrovare la nostra vera immagine bisogna fare dunque un lavoro: occorre scavare o mettersi in mare per cercare. Non ritroviamo noi stessi e la presenza di Dio in noi rimanendo oziosamente ad aspettare senza muoverci e senza rischiare.

Imparare a scegliere

Le parabole che Gesù ha raccontato diventano efficaci nel momento in cui rivediamo in esse la nostra vita. La parabola è un’immagine davanti alla quale siamo chiamati a prendere posizione: cosa decidiamo di fare?

Ecco perché alla fine del discorso in parabole nel Vangelo di Matteo, Gesù conclude con due riflessioni che riprendono il tema della scelta.

La vita è come una rete a strascico che prende tutto, trattiene pesci di ogni tipo. Così è il mondo, la Chiesa, la comunità. C’è però un tempo nel quale il Signore fa chiarezza. Non dobbiamo dunque meravigliarci se c’è un momento nel quale ci ritroviamo nella stessa rete insieme a chi ci sembra così diverso e lontano da noi. Questo tempo, per quanto possa essere lungo, è provvisorio. Prima o poi la verità arriva.

Le parole di Gesù ci chiedono, dunque, di imparare a discernere, cioè a fare delle scelte proprio perché la realtà è complessa.

Imparare a discernere significa affrontare le situazioni nuove della vita alla luce dell’esperienza e di tutto quello che abbiamo capito con la nostra intelligenza: non basta imparare, bisogna vivere mettendosi alla prova. Senza questo cammino non si arriva mai a diventare discepoli, ma si rimane non tanto degli scribi (che sarebbe comunque già un complimento), ma degli scribacchini, persone cioè che conoscono le carte a menadito, ma non sanno come usarle. Possiamo conoscere le norme, i precetti, le regole, ma non è detto che possediamo anche la saggezza di applicarle di volta in volta alle situazioni della vita. Questa saggezza infatti è un dono di Dio, non una competenza personale. Salomone ottiene un cuore saggio grazie alla preghiera!

Il discernimento ci aiuta a fondare in maniera stabile le nostre decisioni, ma non toglierà mai quella parte di rischio che inevitabilmente appartiene alla nostra vita.

  • Sei disposto a rischiare per quello che conta nella tua vita?
  • Sei una persona che applica il Vangelo nella vita o semplicemente uno che sa?

2 commenti

  1. Pare proprio che per accogliere un grande tesoro occorra la disponibilità del cuore a lasciarne uno nostro… In realtà il tesoro che lasciamo non è la nostra persona ma è una ricchezza che ci protegge dal senso di inferiorità, ferite affettive, ecc.. Insomma come la ricchezza monetaria scongiura la miseria materiale, le altre nostre ricchezze non sono altro che protezioni e proiezioni personali per non affondare l’anima… Ma per un grande tesoro lo spogliarci di queste cose non ci farà perdere la nostra essenza, noi rimarremo sempre chi siamo, e forse ci aiuterà a creare un vero legame, tenero e saldo con il vero tesoro…

  2. Camminare con Gesù mi ha fatto capire il Senso della Libertà…che senza di Lui la si intende erroneamente. Essere Liberi è essere coerenti, fermi, grazie al discernimento in Sua Presenza, non semmai fare tutto di più, ogni cosa che capita, senza ponderare il perché, il come, il quando. La Libertà con Gesù è aprirsi a Ciò che nella mia vita potrà accadere, senza dare nulla per compiuto, scontato, perso e dando valore anche a ciò che è stato, alla memoria del mio passato come bagaglio della mia trasformazione in essere, si, anche gli errori ,quelli più vistosi, divengono Luce se trasformati con Lui camminando insieme (a Gesù).

    Nel Discernimento entra in “gioco” la Responsabilità…non da intendersi come rispetto di regole, norme, ma di una Parola di Amore! Chi conosce il mio Bene mi “suggerisce” che direzione prendere, cosa è più opportuno per me, ma ognuno ha la sua storia di vita, questo è il bello con Gesù! Nulla di scritto, bloccato, fermo, tutto in divenire…e questo lascia spazio alla Sua Misericordia, alla possibilità di correggersi, di migliorarsi, di affrontare nuove cose, situazioni, opportunità

    L’imprevisto…ce lo insegnano i santi, tra Questi Sant’Ignazio di Loyola che fece i conti con l’infortunio alla gamba che divenne Occasione propizia…oppure San Francesco che assaporò il dolce nell’abbraccio al lebbroso che prima costituiva un incubo per lui…

    Si cammina, ci si lascia trasformare, plasmare ma non passivamente, la Libertà è reciproca: mia e del Signore, nella reciproca collaborazione per realizzare il Suo Progetto di bene per me.

    Love. Cristina

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