meditazioni

Come sei arrivato qui? Scoprire la fragilità dei confini

Ventesima domenica del T.O. anno A

16 agosto 2026

Is 56,1.6-7   Sal 66   Rm 11,13-15.29-32   Mt 15,21-28

«Ma quella non disse: Signore, non considerarmi un cane, perché non sono un cane;
ma disse piuttosto: Dici il vero, Signore, sono cane;
là dove colse l’ingiuria, là meritò il beneficio;
dove infatti l’indegnità fu messa in imbarazzo, là fu premiata l’umiltà»,

Sant’Agostino, Discorso 154/A,5

Confini

Se non riusciamo mai a uscire dai nostri confini, vuol dire che qualcosa non sta funzionando. Significa che siamo spaventati ed eccessivamente attaccati alle nostre sicurezze. Vuol dire che non sappiamo bene chi siamo e abbiamo paura di perdere la nostra identità fragile e incerta. Le persone sicure sono libere di attraversare i confini: entrano in dialogo, esplorano, si confrontano. Spesso quello di cui abbiamo bisogno è fuori di noi, abbiamo bisogno di andare a cercarlo. Rimanere chiusi nei nostri confini, porta sicuramente a implodere e morire. Anche per respirare e per nutrirci non facciamo altro che entrare in relazione con l’ambiente esterno.

Provocazioni

Nel Vangelo di questa domenica, Gesù porta i discepoli verso i confini, ai margini, lontano dai luoghi in cui l’identità è più chiara ed evidente, siamo lontani da Gerusalemme, lontani dal centro del potere politico e religioso, stiamo andando oltre la Galilea, verso un territorio pagano. È come se Gesù volesse portare i discepoli nei territori dell’incertezza, forse perché ha percepito dai loro discorsi una certa rigidità, un forte nazionalismo che apparteneva anche alla loro cultura. Le affermazioni di Gesù nel dialogo con la donna sirofenicia sembrano esplicitare questa mentalità che evidentemente Gesù non condivide fino in fondo visto l’esito dell’incontro.

L’esercizio che Gesù sta proponendo ai discepoli consiste nel metterli davanti a situazioni limite, che rendono difficile perseverare in certi modi di vedere. I discepoli sarebbero portati a escludere dalla salvezza chi non fa parte del loro gruppo, del loro popolo, del loro clan. Questa volta però si trovano davanti a una donna che grida aiuto per una figlia che è malata, in altre parole si trovano davanti a una questione di umanità! In questo caso, è ancora possibile rimanere nella rigidità delle proprie visioni ideologiche?

Ricerca

Questa volta è proprio lei che ha varcato i confini, questa donna è uscita dalle proprie sicurezze perché ha bisogno di aiuto. È disposta a essere umiliata pur di trovare una risposta al suo problema. Questa figlia ammalata potrebbe essere l’immagine di un futuro precario e minacciato. Quando hai veramente bisogno, esci e vai a cercare senza farti troppi problemi. Forse potremmo addirittura affermare che questa donna è semplicemente disperata.

Conseguenze

I discepoli chiedono a Gesù di esaudirla solo perché vogliono uscire dall’imbarazzo. Questa donna è fastidiosa, li mette in crisi. Cosa penserà la gente che li vede? Gesù invece sembra proprio deciso a non fare niente: prima la ignora, poi la tratta male! Come se volesse portare alle estreme conseguenze un certo modo di pensare.

Quelli come lei sono considerati “cani domestici”, cani che possono diventare aggressivi e che solitamente si nutrono di carcasse, cioè sono impuri perché entrano in contatto con la morte. Questa donna rappresenta tutti coloro che vengono discriminati e che fanno paura, coloro con i quali non vogliamo avere a che fare.

Umiltà

L’esempio di questa donna ci insegna il valore dell’umiltà disarmante. Davanti a questa offesa non si irrigidisce e non risponde con la violenza, ma trasforma l’offesa in un’arma di vittoria. Accetta quella considerazione umiliante, ma ne fa il suo punto di forza: anche i cani domestici vanno nutriti in qualche modo, anche semplicemente con le briciole. Quando hai veramente bisogno, vai fino in fondo per ottenere quello che ti serve.

Gesù riconosce il valore e la forza del suo desiderio. Apparentemente si converte, cambia modo di pensare, per mostrare ai discepoli di ogni tempo il valore della flessibilità e la potenza della preghiera umile e perseverante.

  • Sei una persona rigida o riesci a essere flessibile?
  • Cosa sei disposto a fare per cercare quello di cui hai veramente bisogno?

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