Che dis-astro una vita senza de-sideri!

Meditazione sul Vangelo della Solennità dell’Epifania del Signore

6 gennaio 2017

Matteo 2,1-12

 

Il giorno fu pieno di lampi; / ma ora verranno le stelle, le tacite stelle.

G. Pascoli

 

Che sia piena di de-sideri o che sia un dis-astro, sembra che la vita abbia comunque sempre a che fare con le stelle (sidereus/siderale, astro del ciel…).

Nel mondo antico, le stelle erano l’unico mezzo per orientarsi nella notte, soprattutto quando ti trovavi nel deserto o in mezzo al mare, soprattutto cioè quando non c’erano altri punti di riferimento.

cielo-stellato-egitto

Se vuoi camminare, hai bisogno delle stelle.

Anche la notte di San Lorenzo ci insegna a tenere sempre pronto un desiderio nel cuore: è l’unico modo per esprimerlo quando vediamo l’effimero passaggio di una stella cadente.

De-siderare è dunque essere attratti da una stella: una persona, uno scopo, un motivo per vivere. Ecco perché quando non c’è una ragione per camminare la vita diventa un dis-astro.

 

Ed ecco anche perché fin dal VII secolo, Cristo era cantato come l’eterna luce dei credenti, la stella più luminosa che guida il nostro cammino e suscita in noi l’attrazione per non restare fermi nel cammino, talvolta burrascoso, della vita:

Cónditor alme síderum,

ætérna lux credéntium,

Christe, redémptor ómnium,

exáudi preces súpplicum.[1]

 

Nella vita le nebbie non mancano (lo sanno bene i miei amici padovani) e allora si può restare un po’ confusi e sbagliare strada. Lo sapeva anche sant’Agostino, quando parlava della felicità e paragonava gli uomini a dei naviganti che a volte possono sbagliare rotta, seguendo stelle false:

Ma non mancarono nebbie per cui il mio navigare fu senza mèta e a lungo, lo confesso, ebbi fisso lo sguardo su stelle che tramontavano nell’oceano e che inducevano nell’errore. (Agostino, De vita beata)

 

Nel testo di Matteo, per i  Magi, ovvero per i veri sapienti (che non sono né Re né tre), la stella diventa una domanda: dov’è colui che dà senso alla mia vita? Al vedere la stella provavano gioia, perché si sentivano vivi, sentivano nel cuore qualcosa per cui valeva la pena vivere.

 

Non è una gioia a buon prezzo, perché bisogna avere molte volte il coraggio di partire, di lasciare la sicurezza della propria terra. Bisogna camminare nella notte, quando le cose non sono chiare. Occorre esplorare terre che non sono tue, che non ti sono familiari, dove non ti senti sicuro. Bisogna avere l’umiltà di domandare, con il rischio di interrogare anche le persone sbagliate. Occorre avere l’audacia di andare a cercare anche a Betlemme, là dove sembra impossibile trovare qualcosa che vale.

 

I veri sapienti hanno il coraggio di non tornare per la stessa strada: i Magi non si condannano a rimanere per sempre nei 10 Km di strada tra Gerusalemme e Betlemme, hanno l’audacia di cercare nuove strade. Neanche Cristo si lascia incasellare per sempre nella stessa capanna, occorre avere il coraggio di seguirlo anche sulla strada del Calvario.

 

Erode invece non ha desideri, ma solo paure. Rimane fermo. Resta chiuso nel palazzo delle sue sicurezze. Si informa attraverso gli altri. Non incontra mai direttamente la realtà. Non corre il rischio della conoscenza. Erode perciò non potrà mai arrivare a essere felice. È condannato alla disperazione. E quando non sei felice non puoi che diventare violento. La disperazione di chi non trova una ragione per vivere si trasforma in violenza o contro se stessi, nella depressione, o contro gli altri, contro quelle persone felici che appaiono irragionevolmente come potenziali nemici.

 

Il viaggio continua: non temere, c’è sempre una stella da seguire, ma soprattutto non temere perché la stella di Cristo non smette mai di brillare anche per te!

 

A volte abbiamo l’impressione che la nave stia andando in pezzi, non importa, come dice Agostino, ho ricondotto la nave, sia pure tutta squassata, alla desiderata quiete.

 

Leggersi dentro

–          Qual è la stella che oggi guida il tuo cammino?

–          Sei in viaggio o sei chiuso nel palazzo delle tue sicurezze?

[1] Benigno Creatore degli astri,

eterna Luce dei credenti,

Cristo, redentore di tutti,

esaudisci le preghiere di chi ti supplica.