meditazioni

Il pianto di Maria

 

Dove cerchi, Maddalena, il tuo Signore?

In questo giardino il silenzio si fa pesante

e una grande pena mi porto nel cuore.

 

Davanti al sepolcro restiamo insieme affrante,

sono una madre che cerca un figlio,

sono una vedova che sta qui dolorante.

 

Ai ricordi ormai mi appiglio,

quando tra le mie braccia ancora correva

e giocavamo insieme sotto un tiglio.

 

L’ho visto cadere sotto il peso di una croce,

il suo volto era tutto insanguinato,

mi rimane solo il mio dolore atroce.

 

Dove sono finiti tutti quelli da lui guariti?

Dove son fuggiti quelli che l’han seguito?

Chi cercheranno ora i cuori feriti?

 

Nessuna parola ho più sentito.

I suoi amici lo hanno abbandonato,

chi lo ha seguito se n’è pentito.

 

Con le spine me lo hanno incoronato,

rabbia e urla disumani,

tutto il capo insanguinato.

 

Figlio mio, cosa c’è nelle tue mani?

Chi i polsi ti ha forato?

Proprio chi da te ha ricevuto solo pani.

 

Come un campo ti hanno arato,

grandi solchi sul tuo petto,

il tuo volto è sfigurato.

 

Sul tuo ventre benedetto,

hanno lasciato segni amari,

come dai profeti fu predetto.

 

E quei tuoi piedi cari,

su una croce son fissati,

e i sospiri son più rari.

 

Quei tuoi piedi che sul mare son passati,

senza sosta han camminato,

ora sono solo traforati.

 

Tutta una piaga è il Figlio mio,

persino il cuore è trapassato,

mi sento sola, dov’è il mio Dio?

 

G. Piccolo

(ispirato a un’antica laude del XVII secolo)

3 commenti

  1. Dove sei? La solitudine di Maria ha lo stesso effetto deflagrante del suo Sì a lasciar riempire il suo ventre vuoto. Anche Maria, la coraggiosa e piena di Grazia è costretta a fare di nuovo esperienza di povertà assoluta, di non bastare a se stessa… Grazie p. Gaetano, arrendersi a questa condizione di “mendicanti” di Amore è la cosa più dolorosa della mia vita. Buon Venerdì Santo e grazie di cuore per il sostegno.
    Antonello

  2. Grazie p Gaetano per questa accorata poesia/preghiera: è la voce di chi vive l’esperienza del sepolcro, che a tutti tocca, prima o poi, anzi a volte non ci accorgiamo che la stiamo già vivendo, abituati come siamo a negare proiettare razionalizzare…
    “Restare nell’amore anche quando la vita si decompone e non ne ritrovo più alcuna logica umana, restare anche quando il puzzo delle membra morte diventa insopportabile ed è questo resistere nell’amare che spiega la logica della tomba…Allora comprendo che il sepolcro non è un vuoto dell’esistenza, ma l’unica risposta d’amore ad ogni domanda: amare fino alla morte.” (Luca Russo L’EUTANASIA DI DIO pag 93)

  3. Grazie e buona Pasqua p. Gaetano ❤🙏 Dispiacciono le sofferenze che ha subito Gesù. La celebrazione del Venerdì Santo porta in me la gioia della Risurrezione. Ringraziamo Gesù per aver sconfitto la morte con la sua morte e quando soffriamo è sempre Gesù il primo a capire le nostre sofferenze.

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