Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Poi, dando un forte grido, spirò.
Mc 15,33-37
C’è una scuola dell’obbligo che tutti siamo chiamati a frequentare, si chiama “sofferenza”. È la scuola dove impariamo a vivere e dove veniamo fuori per quello che siamo. Il cuore del Vangelo rispecchia in modo particolare le dinamiche umane che emergono quando siamo chiamati a stare nel dolore, nella delusione e nel fallimento, nell’ingiustizia e nell’impotenza. Nel racconto della Passione i vari personaggi esprimono un certo modo di stare nella scuola della sofferenza e possono aiutarci a comprendere qualcosa in più di noi. È da questa comprensione che può nascere il nostro cammino di conversione.
tratto da G. Piccolo, Alla scuola degli affetti. Contemplare il cuore di Cristo, Marcianum, Roma 2026.
