meditazioni sul sacro cuore

TRENTESIMO GIORNO. Cuore di Gesù, che ci ami di amore infinito, abbi pietà di noi!

Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

Gv 19,32-34

Davanti al cuore delle persone che amiamo, davanti a un cuore da cui ci sentiamo voluti bene, non servono le parole. Ci basta stare lì. Dopo aver contemplato il cuore di Gesù, non c’è allora molto da dire. Siamo travolti dall’amore. Possiamo solo perderci in questo oceano d’amore. Forse proprio dopo aver contemplato l’amore di Dio in Gesù per me, comprendo meglio perché la vita è fondamentalmente un riconsegnarsi: «Prendi, Signore, e ricevi…tutto è tuo, di tutto disponi…dammi solo il tuo amore e la tua grazia, questa mi basta!».

Alla fine capisci quale sia veramente il senso della vita: dopo aver cercato, dopo aver guardato ai propri fallimenti, dopo aver toccato la propria rabbia, dopo aver ripercorso i proprio desideri, rimane solo l’amore.

tratto da G. Piccolo, Alla scuola degli affetti. Contemplare il cuore di Cristo, Marcianum, Roma 2026.

1 comment

  1. “Niente ti turbi, niente ti spaventi, a colui che ha Dio non manca nulla. Niente ti turbi, niente ti spaventi, solo Dio basta” (S. Teresa d’Avila)

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