rigantur mentes: perché questo titolo?

Questa espressione è tratta dal Breve Principium di Tommaso d’Aquino, il breve sermone con cui inaugurava il suo insegnamento. Tommaso parte da un versetto del Salmo 103 e, attraverso un linguaggio metaforico, stabilisce una relazione tra le acque che, cadendo dal cielo, irrorano la terra per mezzo dei fiumi e le menti dei sapienti che sono irrigate dalla sapienza divina per nutrire le menti di coloro che ascoltano.

Questo blog vorrebbe essere appunto un luogo di passaggio, un luogo di comunicazione, una terra fertile, dove la pioggia donata dal cielo possa essere rimessa in circolo.
Ecco il testo di Tommaso: Rex coelorum et Dominus hanc legem ab aeterno instituit, ut providentiae suae dona ad infima per media pervenirent.

Unde Dionysius […] dicit: «Lex divinitatis sacratissima est, ut per prima media adducantur ad sui divinissimam lucem». Quae quidem lex, non solum in spiritualibus, sed etiam in corporalibus invenitur. […].

Et ideo Psalmo praedictam legem in communicatione spiritualis sapientiae observatam sub metaphora corporalium rerum proposuit Dominus: «Rigans montes de superioribus suis: de fructu operum tuorum satiabitur terra».

Videmus autem ad sensum, a superioribus nubium imbres effluere, quibus montes rigati flumina de se emittunt, quibus terra satiata fecundatur.

Similiter, de supernis divinae sapientiae rigantur mentes doctorum, qui per montes significantur, quorum ministerio lumen divinae sapientiae usque ad mentes audientium derivatur.

Sic igitur in verbo proposito quattuor possumus considerare, scilicet:

– Spiritualis doctrinae altitudinem
– Doctorum eius dignitatem
– Auditorum conditionem
– Et communicandi ordinem

Ecco la traduzione:

Colui che dell’universo è sovrano ed è il Signore ha dall’eternità istituito questa legge: che i doni della sua provvidenza giungessero alle realtà più basse attraverso quelle intermedie.
E per questo Dionigi dice: «Sacrosantissima legge della Deità è che i medi seguenti, mediante i precedenti, siano addotti alla di lui divinissima luce».
Tale legge, poi, si riscontra non solo nelle realtà spirituali, ma anche in quelle naturali.
E difatti, nel Salmo 103, la suddetta legge, applicata alla comunicazione della Conoscenza in Spirito, ma osservata sotto metafora di eventi naturali, fu così suggerita dal Signore: «Lui che irrora i monti di sovracelesti sue acque: del beneficio delle tue opere sarà dissetata la terra».
Del resto, a senso vediamo che dalle sovracelesti acque delle nubi scendono le piogge, e dai monti, che ne sono irrorati, scaturiscono i fiumi, e la terra, che ne è dissetata, è resa fertile e feconda.
Similmente, dalle superne acque della divina Conoscenza vengono irrorate le menti dei maestri (simboleggiate dai monti), e per loro tramite il lume della Conoscenza di Dio vien fatto arrivare fino alle menti degli uditori.
Così, dunque, nel versetto proposto a tema di questo sermone, possiamo distinguere quattro elementi, e cioè:
– L’elevatezza dell’ammaestramento in Spirito,
– L’autorità di quanti ne sono maestri,
– Lo stato proprio degli uditori
– E la struttura scalare dell’atto di comunicare

Traduzione tratta da A. Di Maio, Il concetto di comunicazione, PUG, Roma 1998.