meditazioni

Che ignorante! La realtà ci parla, ma noi non capiamo più quello che ci dice

Le parole dell’Avvento

Prima domenica

Segno 

 

 

E tutte quelle cose sono una sorta di parole visibili (Agostino)

Super thronos viginti quatuor, è la frase che, nel Nome della rosa, Guglielmo di Baskerville e il suo discepolo Adso trovano scritta sul muro che nasconde la porta per entrare nella stanza più interna della biblioteca, dove è custodito il segreto di quello che stava avvenendo nell’abbazia: la morte misteriosa di diversi monaci.

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Primum et septimum de quatuor, aveva rivelato loro uno dei monaci prima di morire: era lì il segreto per accedere al finis Africae, il luogo misterioso e più nascosto della biblioteca. Guglielmo, per un involontario suggerimento di Adso, intuisce che si tratta di premere la prima e l’ultima lettera della parola “quatuor”. E così la porta si apre, spalancando loro la possibilità di trovare quello che stanno cercando.

Probabilmente Eco ha voluto trasmetterci così un’immagine del mondo, fatto di segni misteriosi che si offrono a noi e chiedono di essere decifrati per lasciarci entrare nel segreto delle cose che cerchiamo.

labirinto

L’uomo però si muove per lo più indifferente nei corridoi della biblioteca del mondo, i segni non ci dicono più niente, forse non desideriamo più neppure conoscere, rischiare, capire. Rimaniamo intrappolati nei labirinti della quotidianità, rifacendo le stesse strade, sprecando il tempo in una sopravvivenza sterile.

Anche Galilei parlava del mondo come un grande libro scritto da Dio, un libro che sta davanti a noi e chiede di essere letto.

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In questo passo del Vangelo di Luca, Gesù parla di segni negli elementi atmosferici, il sole, la luna, le stelle, perfino nella terra stessa. Sono quegli elementi che anche il mondo pagano considerava forieri di presagi. È la realtà in cui siamo immersi. Questi elementi atmosferici acquistano qui un valore profondamente simbolico: il sole, la luna, le stelle sono i nostri punti di riferimento. Il sole indica l’oriente, ci permette di collocarci nel mondo; le stelle guidano il cammino e danno la direzione; la luna, con le sue fasi, ci permette di collocarci nel tempo.

Questi segni ci parlano. Gesù ci invita a prendere consapevolezza di dove ci troviamo, verso dove stiamo andando, in quale tempo della nostra vita ci troviamo. Solo così, potremo entrare, come Guglielmo e Adso, nel profondo mistero della nostra esistenza.

guglielmo e adso

Ma per lo più siamo analfabeti o lettori superficiali di veloci twitt. La realtà ci sembra incomprensibile perché non abbiamo più il tempo per meditare sui segni che ci stanno davanti.

I segni ci aiutano a dare un nome a quello che caoticamente avviene nel nostro cuore, soprattutto quando siamo travolti, come nel tempo descritto da Gesù, dall’angoscia e dalla paura, dall’ansia e dalla pesantezza. I segni ci permettono di fare ordine, come nel momento della creazione, in cui Dio trasforma il caos in un ordine chiamando per nome le cose. È la stessa azione creatrice in noi a cui Gesù ci richiama: dare un nome, un segno, a quello che si agita nel nostro cuore.

I segni ci permettono di comunicare, innanzitutto con noi stessi. Se proviamo a dire a noi stessi quello che stiamo vivendo, questo esercizio ci aiuterà a fare chiarezza. Dare un nome a quello che sta avvenendo nel cielo sopra di noi, ci permette di capire dove siamo, verso dove possiamo trovare rifugio, in quale direzione vogliamo proseguire.

incendio

I segni ci permettono di comunicare con gli altri. Non si tratta necessariamente di parole, perché i segni sono un insieme molto ampio di cose. L’altro non può sapere quello che abbiamo nel cuore finché non gli mettiamo davanti dei segni che può interpretare. Forse non comprenderà mai esattamente quello che ci portiamo dentro, ma l’unico accesso possibile, per quanto parziale, sono i segni che noi stessi possiamo offrire.

Dio stesso comunica con noi attraverso i segni: prima di tutto attraverso il segno della Parola, le parole umane della Scrittura attraverso le quali Dio ha scelto di parlarci, e poi il grande segno che è Gesù Cristo stesso, la Parola per eccellenza, che ha preso forma umana proprio per essere capito da noi, che non possiamo comprendere altro linguaggio che quello.
san Giovanni parola carne

Dio ci parla anche attraverso quello che muove dentro di noi: i nostri affetti sono anche segno della presenza dello Spirito che ci spinge verso il bene. È su questi segni che occorre discernere, perché parlano in mezzo ad altri segni, possono confondersi tra le spinte del Nemico e le parole che noi stessi ripetiamo stancamente a noi stessi.

In fondo quella stanza preziosa al centro dell’abbazia è un po’ come il nostro cuore, non è facile accedervi, ma certamente ci sono dei segni da interpretare per poter trovare la verità di noi stessi.

 

Leggersi dentro

–          Se provi a guardare i segni del tempo che stai vivendo, come lo descriveresti?

–          Cosa si sta muovendo dentro di te in questo tempo della tua vita?

6 commenti

  1. Mi basta avere imparato in questi ultimi 8 anni a essere sensibile ai segni. Che ci sono e raccoglierli per andare avanti verso la mia meta.
    E non smettere di ascoltarli.

  2. Il brano di Luca parla della natura che ci circonda.
    Noi viviamo in ciò che ci circonda, ma i segni trasmessi, in questo tempo, da ciò che ci circonda, non penso facciamo finta di non vederli, oramai non li vediamo più. Scherzavo con un amico, astemio incorruttibile: “Aspetta ancora poco tempo, e a causa dell’inquinamento atmosferico, potrai bere solo il liquido filtrato dalla vite!”.
    Non ripeto quello che la natura ci sta restituendo, otterrei un insufficiente ascolto, ma se chiedo l’ultimo oggetto consigliato, tramite posta elettronica o cellulare, dall'”Influencer”, otterrò una molteplicità di copie del messaggio ricevuto.
    Se i massaggi dell’Influencer, trasmessi senza pause, come una mitragliatrice alimentata all’infinito, hanno la priorità su quelli inviateci dalla natura, ne deduco che l’oggetto effimero, in un flusso continuo di arrivi, tiene in apprensione di più delle variazioni improvvise e instabili del clima. Se questo ragionamento del momento è nella direzione giusta, come convincere che la priorità aspetta ai messaggi della natura, cui è l’unico mezzo per arrivare al Principio Primo, da cui deriva?
    In questi segni del tempo, a causa della mie limitate doti per tentare un intervento migliorativo universale, cerco di difendermi nel mio particolare. Penso, è il tempo di togliere. Proteggersi dal bombardamento continuo, a 360 gradi spaziali, degli imbonitori. Esempio, vedere e ascoltare l’essenziale dai mezzi di comunicazione. Qual è l’essenziale? Il tempo dedicatogli limitato ed educarsi nell’ascolto. Possibilmente aumentarlo con l’ascolto dal vivo, guardando l’interezza della persona che parla.
    Penso, un miglioramento deriverà dal numero dei passi, dal cammino a piedi che percorreremo. E’ il tempo di muoversi, cercare le informazioni di persona, toccandole, ma camminando a piedi.

  3. È un tempo, il mio, pieno di prove, accelerato, percepisco distintamente che si sta consumando.

    In questa agitazione e confusione sento l’esigenza di trovare in me il silenzio e di coltivarlo.

  4. Quello che e’ necessario e’ tornare a focalizzarsi sul perche’ si sceglie una strada piuttosto che un’altra, in mezzo alle tentazioni che troviamo. Costa pero’ aiuta a mantenere la rotta.

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