Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Come vorremmo, o Maria, che le nostre croci ci fossero tolte!
Come vorremmo fuggire lontano dalle nostre ferite!
Come vorremmo chiudere gli occhi davanti alle cicatrici della nostra storia!
Come vorremmo cancellare i giorni della delusione.
E invece tu, o Maria, ci insegni a stare.
Dalla croce non si scende e dal dolore non si fugge.
Non arriva l’alba senza la notte.
Per questo hai imparato a vegliare.
Sa amare solo chi sa restare.
Sa amare chi si prende cura, non chi scompare.
Sa amare chi perde, non chi si ritira.
Sa amare chi vede, non chi si acceca.
Abbiamo provato ad amare, o Maria, e ci siamo fatti male.
Abbiamo provato a crederci e siamo rimasti delusi.
Abbiamo provato a lottare e siamo stati sconfitti.
Abbiamo provato a fidarci e siamo rimasti delusi.
Cos’hai imparato dal dolore, o Maria?
Nel dolore il cuore trova il suo posto.
Nel dolore il cuore si spacca.
Nel dolore il cuore genera.
